Vivere in Australia, come trasferirsi e ottenere il visto

16 Aprile 2014   //   di:   //   Oceania   //   0 Commenti   //   2291 Views

L’Australia è il sogno di molti giovani, soprattutto italiani, che purtroppo ritengono il nostro paese limitato dal punto di vista lavorativo.  Come ricorderete, qualche tempo fa vi abbiamo parlato delle cose da vedere in Australia oggi, invece, cerchiamo di chiarirvi i motivi per i quali le persone decidono di andare in questo meraviglioso paese.

La speranza è quello di migliorare le proprie condizioni di vita. L’Australia, infatti, negli ultimi anni è diventata una delle mete preferite soprattutto per i giovani: il costo della vita è elevato, ma gli stipendi sono molto più alti della media e si sopravvive benissimo.

Melbourne, per il The Ecomist è addirittura la città più vivibile del mondo con Sydney Perth e Adelaide. L’età media è di soli  37 anni. Sono tanti i tipi di lavori disponibili in questo paese. Sono però lavori perlopiù temporanei riservati soprattutto agli studenti.  Il campo in cui è più facile trovare lavoro è quello dell’Hospitality. Diventare camerieri, baristi, cuochi non è molto difficile, sono professioni molto richieste.

Alcuni lavori sono pagati ad ora, e sono soprannominati Casual Jobs. Promoter, shop assistant, traslocatori, giardinieri, sono casual jobs. Per richiede il visto di soggiorno bisogna rivolgersi alla  Working Holiday Visa: si tratta di un Visto Vacanza Lavoro che permette di lavorare full time su tutto il territorio australiano. Vale  un anno e possono utilizzarlo i cittadini fino ai 31 anni; è rinnovabile, ma solo se si è lavorato almeno per 88 giorni nel settore primario, come le fattorie.

Oppure, bisogna procurarsi la Student Visa: valida 31 anni e dura in base alla lunghezza del corso di studi che si è scelto. Permette di lavorare part-time durante lo svolgimento del corso, e full time nelle settimane di pausa.

C’è la possibilità, infine, di procurarsi una Permanent Visa: ottenere questo tipo di visto è più complicato. E’ necessario avere uno sponsorship – una sorta di sponsorizzazione – dal proprio datore di lavoro e, ovviamente, prima di questo visto è comunque necessario fare un visto temporaneo per testare le proprie capacità sul campo..

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