Asinara, la spiaggia sarda degli asinelli bianchi

3 Maggio 2014   //   di:   //   Italia   //   0 Commenti   //   1647 Views

Per anni questo stupendo scorcio di paradiso è stato il posto in cui venivano costruite, colonie penali, lazzaretti, carceri di massima sicurezza e bunker. Oggi però Asinara, sta riprendendo il giusto spazio in una regione così speciale soprattutto per il mare e le spiagge che la caratterizzano.

L’isola è caratterizzata dalla massiccia prenseza di asini albili e mufloni, che hanno dato origine al suo nome. Da poco è possibile alloggiare in un ostello, degustare gustose pietanze in un ristorante e riposarsi bevendo qualcosa di fresco in un chiosco, tutti di recente costruzione.

Ora l’Asinara è un Paradiso e basta. La natura si sta riprendendo tutto, come se i cespugli verdi che coprono persino le strade avessero il colore dell’espiazione, del perdono. E non sembra nemmeno di essere in Italia o in Europa. In questo processo di trasformazione quasi karmica sta l’unicità di un luogo tanto primitivo quanto carico di storia, che attrae sempre più vacanzieri. Se prima si cercava di evitare le evasioni, oggi si scongiurano le invasioni.
Asinara è anche l’isola del silenzio, delle notti illuminate solo dalle stelle, dei paesaggi molto suggestivi. Fare il bagno in una delle sue spiaggette vergini costa sui 50 euro a testa, traghetto compreso. Fermarsi due o più giorni all’Asinara, invece, è un privilegio di pochi. L’unico residente è lo scultore Enrico Mereu, con atelier a Cala d’Oliva. Sull’isola si può praticare pescaturismo o noleggiare charter a vela, ci sono diversi centri sub e un maneggio. I primi di settembre l’Asinara si anima per il festival di libri e film “Pensieri&Parole”.

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