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Restare o partire? Il video che sta facendo pensare i giovani Italiani

10 gennaio 2014   //   di:   //   Racconti di Viaggio   //   0 Commenti   //   863 Views

“Scappiamo dall’Italia!”

“I giovani devono andare via se vogliono un futuro.”

“Vado via da qui, per me non c’è speranza.”

“Fai bene ad andare fuori da qui, non c’è più nulla che funzioni per voi giovani.”

Di queste frasi ne abbiamo sentite tante, troppe. Purtroppo tutte vere, tutte che lasciano l’amaro in bocca. Fuori dal nostro paese si trovano esperienze e si vede un mondo che sognamo tutta la vita, per tutti c’è una possibilità, o almeno per chiunque si mette in gioco. Ma c’è una cosa che nessuno restituirà a noi ragazzi…il calore e le bellezze che l’Italia ha dentro di sè, in maniera intrinseca in cose e persone, nel mare che ci ispira, nella terra che ci addolcisce. Perchè prima o poi tutti vorranno tornare qui, magari per raccogliere le macerie, magari per salvare questa terra.

Ringrazio sentitamente per questo video il gruppo Zero, perchè esprime le preoccupazioni e i sentimenti di tutti noi giovani che ci stiamo trovando sempre più spesso in questa situazione.


Questo è il testo della voce fuoricampo:

Dopo un paio di settimane ti abitui al cibo scadente, ti abitui al caffè nei bicchieri di carta al pane che sa di plastica.

Ti abitui alle corse per prendere la metro, a tutta questa gente che condivide poche centinaia di metri quadri ogni giorno, e non sa dirsi neanche “buonasera”.

Ti abitui alla pioggia al sole che sorge così presto, ti abitui alla mancanza del mare, perché puoi usare i parchi come metadone,ti abitui ai mezzi che funzionano, alle strade pulite, ai bagni pubblici decenti ti abitui alla mancanza delle tapparelle ti abitui ad essere puntuale, alla mancanza del bidet, ai musei gratuiti, al lavoro gratificante.

Ad una lingua che non sempre puoi capire ma che è tua, agli stipendi proporzionati, alle tasse basse ad un eccellente livello di civilità.

Ti abitui alla nostalgia del sole, della calma delle campagne sterminate, dell’olio buono del vino del contadino.

Ti abitui presto e non per questo ti scordi tutto quello che hai lasciato.

Se ripartirei adesso? senza dubbio….

 

Questi sono i sottotitoli:

Non ho veramente voluto nulla di tutto questo.

Non sono qui per godermi i vantaggi dell’emigrazione.

Non mi godrò mai nulla fino in fondo, starò semplicemente qui, in piedi, a sudare, a ricordarvi con la mia lontananza di avere dei rimpianti.

Per tutto quello che di bellissimo mi avete tolto.

Per tutto quello che avrei potuto fare, essere, avere a casa mia.

E anche se qua andrà tutto per il meglio, non sarò mai a casa, e questa lingua non sarà mai mia come tutte queste nuvole.

Ma non ve ne fregherà nulla. Mai. Forse un giorno.

Quando le vostre città in macerie, puzzeranno di vecchio, e sentirete finalmente la mancanza di tutti quei ragazzi che avete mandato via a calci.

Perché credo che sia tutta colpa vostra, di nessun altro. Nessun politico, nessun amministratore, nessun potente ha più colpa di voi. Di noi.

Perchè mi sento responsabile di questa catastrofe tanto quanto lo siete voi. È ora di ammettere che abbiamo fallito. E che il nostro mondo è crollato. E io non sono che una scheggia andata a infrangersi da qualche altra parte.

e voi, da che parte state?

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