Corsa dei tori di Pamplona

2 agosto 2013   //   di:   //   Consigli di viaggio   //   0 Commenti   //   628 Views

Pamplona è famosa in tutto il mondo per la tradizionale Festa di San Firmino. Tra il 6 e il 14 luglio di ogni anno, in onore del santo patrono, la città spagnola accoglie turisti provenienti da ogni parte del mondo che giungono per vivere i festeggiamenti locali e soprattutto per assistere all’ “Encierro” , la corsa dei tori per le strade e le piazze del centro storico.
E’ questo infatti – nonostante le polemiche che lo accompagnano da sempre – l’evento principale della Festa di San Firmino il cui inizio viene annunciato dal “chupinazo”, un razzo sparato dal Palazzo dell’Ayuntamiento.

All’Encierro è possibile assistervi soltanto una volta al giorno: alle 6.30 del mattino infatti, viene aperto il recinto dei tori che, correndo per 800 metri per le vie di Pamplona, raggiungono l’arena in Plaza de Toros. Qui poi, nel corso dei nove giorni di festeggiamenti, sono in programma le corride. Ma il lato più spettacolare dell’evento non è la corsa dei tori in sé. Chiunque infatti può scegliere di entrare nel percorso – comunque recintato e chiuso da enormi porte – e correre davanti ai tori, cercando di non farsi raggiungere. Chi cade, inciampa o si fa prendere dal panico è perduto. Ogni anno infatti sono molti i feriti durante l’Encierro. Ma la Festa di San Firmino è anche una festa religiosa: si svolgono infatti, il 6 luglio, la celebrazione dei vespri alla chiesa di San Lorenzo e, il giorno dopo, la tradizionale processione.

E poi, per le vie del centro storico, si svolge la sfilata dei Gigantes e Cabezudos: strani ed enormi fantocci in cartapesta, percorrono a ritmo di musica, tutta la città. Ogni sera infine, i fuochi d’artificio sono assicurati. Ma San Firmino è anche l’occasione per assaggiare i prodotti enogastronomici tradizionali, ballare e cantare, fare baldoria fino a tarda notte.
La Festa di San Firmino risale al periodo medievale, quando a Pamplona – capoluogo della Navarra – si svolgevano le fiere commerciali. Con il passare dei secoli, fu introdotta l’usanza delle corride, poiché la festa era un’occasione d’incontro degli allevatori di tori dei municipi vicini. Alla fine del XIX secolo, il semplice accompagnamento dei tori da parte dei pastori navarri, dentro al recinto per lo svolgersi della corrida, assunse caratteristiche folkloristiche. I pastori passarono dal rincorrerli ad essere rincorsi, fino alla Plaza de Toros.

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